Immaginate un campo di grano: un mare ondeggiante di spighe dorate, un paesaggio che evoca abbondanza e tradizione. Ma oggi, quel campo è molto più di una semplice fonte di cibo. È uno specchio che riflette i cambiamenti della nostra società, le nostre ansie e le nostre speranze. In un’epoca di profonde trasformazioni, l’agricoltura si trova al centro di un dibattito cruciale, che va ben oltre la semplice produzione di cibo.
“Assicurare adeguati approvvigionamenti alimentari alla popolazione è da sempre una delle maggiori preoccupazioni di tutti i Governi”, ci ricorda Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti. È come se l’agricoltura fosse il cuore pulsante di una nazione, il motore che la tiene in vita. Ma oggi, quel cuore batte ad un ritmo diverso. L’agricoltura da sempre è considerata un settore strategico. Tuttavia, oggi, questa visione si è arricchita di nuove sfumature. “Chiediamo sempre di più a quello che mangiamo”, ha affermato, evidenziando come il cibo sia diventato un elemento identitario, un simbolo di valori e di scelte etiche.
Il cibo come è un abito su misura. “Chiediamo sempre di più a quello che mangiamo”, afferma Gesmundo. Non ci accontentiamo più di un semplice pasto. Vogliamo che il cibo rispecchi i nostri valori, le nostre scelte etiche, la nostra identità. Vogliamo sapere da dove viene, come è stato prodotto, quale impatto ha sull’ambiente e sulla nostra salute…..e l’agricoltura diventa sempre più un’orchestra.
Gesmundo descrive un’agricoltura “multifunzionale”, come un’orchestra che suona diverse melodie. Non solo produce cibo, ma crea paesaggi, genera energia, tutela la biodiversità, promuove il turismo, offre servizi sociali. Ogni strumento è importante, ogni nota contribuisce all’armonia complessiva.
Il territorio, poi, è il mosaico. “Dove ha vinto la visione ‘mercatista’ del cibo, quella della globalizzazione senza regole, i contadini e le popolazioni locali sono stati vittime delle ‘scale’ e dell’organizzazione dei fattori ‘più efficienti’ che hanno, senza vincoli, portato all’affermazione di sterminate monocolture laddove si sentiva il bisogno di diversificazione, e trasformato le famiglie agricole in manodopera a basso costo”. Ha sottolineato Gesmundo. Immaginate un mosaico, dove ogni tessera rappresenti un territorio, una comunità, una tradizione. La globalizzazione ha cercato di uniformare quel mosaico, di trasformarlo in una superficie liscia e anonima. Ma i territori resistono, rivendicano la loro unicità, la loro diversità.
Il mercato, in realtà è una piazza. Gesmundo ci parla del “contro-mercato”, dei mercati contadini, delle filiere corte. Immaginate una piazza, un luogo di incontro, di scambio, di dialogo. Non solo di merci, ma anche di idee, di storie, di valori. È qui che si costruisce un nuovo patto tra agricoltori e consumatori, un’alleanza basata sulla fiducia, sulla trasparenza, sulla reciprocità. “Sperimentare con successo queste pratiche ha consentito di traguardare benefici per l’intera agricoltura. Nei rapporti con il sistema del credito, ad esempio, dove il ruolo giocato dal consenso dei consumatori e dalla reputazione costruita e comunicata attraverso un’idea diversa di mercato e di filiera, è stato decisivo”.
L’agricoltura è vissuta come un libro, conclude Gesmundo che paragona l’agricoltura del XXI secolo alle “Lezioni Americane” di Italo Calvino. Leggerezza, esattezza, molteplicità, coerenza, visibilità: queste le qualità di un’agricoltura che sa essere leggera come una piuma, precisa come un orologio, variegata come un arcobaleno, coerente come un codice etico, visibile come un’opera d’arte. Un’agricoltura che, come un libro di Calvino, ci racconta storie di uomini e di territori, di tradizioni e di innovazioni, di passato e di futuro. È il “racconto plastico dell’identità e della storia del nostro Paese”.
*L’Università di Foggia ha celebrato uno degli eventi più significativi nell’ambito del venticinquesimo anniversario della sua fondazione: il conferimento della laurea honoris causa in Banca, Finanza e Mercati al dottor Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale Coldiretti.
Nel corso della cerimonia hanno portato i saluti istituzionali il Magnifico Rettore, Lorenzo Lo Muzio e il Direttore del Dipartimento di Economia, Pasquale Di Biase. Sono intervenuti, inoltre, la Sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il Presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, Giulio Tremonti.
Focus del conferimento è stata la lettura della motivazione e la laudatio, affidate rispettivamente a Elisabetta D’Apolito, Coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Banca, Finanza e Mercati, e a Piermichele La Sala, Professore Ordinario di Economia agraria, alimentare ed estimo rurale.